Scriviamo insieme il futuro del ciclismo Italiano.

Benvenuti nel mio sito web. Scriviamo insieme il futuro del ciclismo italiano alle prossime elezioni della Federazione Ciclistica Italiana.

Rivedi la diretta streaming della conferenza stampa di Venerdì 10 gennai0 2025

Silvio Martinello

Candidato Presidente per la Federazione Ciclistica Italiana

Credo fortemente nel gioco di squadra. Ho imparato in bicicletta il valore della forza del gruppo. Ho scelto di affrontare questa avventura perché sapevo di poter contare su di una squadra ricca di idee e di passione.​

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Silvio Martinello annuncia la sua candidatura alla Presidenza FCI

Un messaggio importante
per il mondo del ciclismo

Dialogo e trasparenza per la Federazione Ciclistica Italiana del futuro: l’annuncio di Silvio Martinello che si candida alla presidenza della FCI.

6 days ago

Silvio Martinello
Nella seconda domenica di aprile, dal lontano 1896, si rinnova puntuale la magia con la più anacronistica e spettacolare delle corse ciclistiche: la Parigi Roubaix, giunta alla 123° edizione. Anche “La Regina delle Classiche”, come viene definita nel mondo del ciclismo, subì le interruzioni in occasione dei 2 conflitti mondiali e nel 1919, mentre l’Europa si rialzava con fatica dai disastri causati dalla Grande Guerra, Victor Breyer coniò il termine “Inferno del Nord” osservando i corridori coperti di fango pedalare tra la devastazione causata dai bombardamenti; alberi anneriti, carcasse di bestiame in putrefazione e fogne a cielo aperto, un inferno. La corsa incontrò serie difficoltà nell’era dello sviluppo industriale che investì l’Europa nel secondo dopoguerra, le antiche vie in pavé venivano asfaltate e la corsa rischiava di perdere la propria essenza, così gli organizzatori decisero di spostare la partenza più a nord, prima Chantilly e da 49 anni a Compiegné. Intanto i tratti di pavé sono diventati monumenti intoccabili e luoghi iconici: nella Foresta di Arenberg, a Mons en Pevele e sul Carrefour de l’Arbre si radunano in migliaia per non perdere i momenti migliori della gara. L’attesa è molta, le aspettative altissime nella certezza che vivremo una giornata indimenticabile. Domani insieme a Stefano Rizzato e Silvano Ploner vi racconteremo sia la prova maschile sia quella femminile: dalle 12.45 su RaiSport e dalle 14.45 su Rai2.Buona Roubaix a tutti. See MoreSee Less
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2 weeks ago

Silvio Martinello
Opinioni sparse sul Fiandre di ieri che non ho seguito in diretta essendo impegnato nel commento del Trofeo Piva, pertanto sono andato a riguardarmi i punti salienti della spettacolare sfida. In queste ore ricevo tanti messaggi da appassionati che mi scrivono insistendo su alcuni temi che metto in ordine non necessariamente di rilevanza, rispondendo indirettamente a tutti loro: 👉Mancata diretta Rai. Concordo si tratti di un vero peccato, l’evento è stato perduto nel 2025 e non conosco i motivi, so per certo che hanno tentato di recuperarlo senza successo, chi nel frattempo si è garantito i diritti non ha mollato. A mio avviso ci rimettono tutti, evento compreso, gli ascolti sarebbero stati molto interessanti se anche Rai avesse potuto proporlo, così è stato seguito da una nicchia di appassionati. La Rai ritornerà a fare la propria parte domenica prossima alla Roubaix.👉Van der Poel non doveva collaborare con Pogacar, era scontato lo avrebbe staccato. Tema interessante; seguo il ciclismo da tempo come commentatore e mi è venuto in mente un paragone abbastanza recente: Peter Sagan. Con questo atteggiamento, mai un dispetto e uno screzio, quante corse in più avrebbe vinto Peter? Con lui non collaborava nessuno e nel suo palmares si ritrova “solo” un Fiandre e una Roubaix tra le prove Monumento. Non è mai riuscito a vincere la Sanremo nonostante fosse disegnata su misura per le sue caratteristiche. Oggi funziona così, baci abbracci, fair play e sorrisi, evidente non esistano più le rivalità di un tempo. Personalmente ritengo sia un peccato, ma funziona così, dobbiamo accettarlo.👉Altro punto che mi sento sempre più spesso propinare riguarda l’enorme differenza che Pogacar riesce a fare in un contesto di tale spessore, ipotizzando possa non essere tutto regolare. Argomento delicatissimo, il ciclismo sconta ancora problemi di questo genere che ne hanno minato credibilità e conseguente sopravvivenza, personalmente ho sempre avuto un approccio prudente ma mai pregiudizievole. Una certa corrente di pensiero sostiene sia arrivato il momento di introdurre modalità per contrastare eventuali pratiche ancora poco conosciute. Il solo fatto che se ne parli anche a livello di ITA (Agenzia Internazionale per i Test Antidoping) evidentemente porta gli esperti del settore a ritenere sia utile agire. Nel caso l’agenzia chiedesse l’autorizzazione all’UCI, la stessa come risponderebbe? Vedremo, sono convinto non manchi molto all’introduzione di nuovi sistemi di monitoraggio, l’unica certezza che ho è che il ciclismo non può permettersi altri scandali, rischierebbe l’estinzione.Personalmente a seguire questo ciclismo mi diverto, apprezzo le performance che questi campioni esprimono. La rincorsa di Tadej ai record di ogni tempo mi appassiona, oltre al piacere di riavere l'opportunità di raccontarne qualcuno.Ci sentiamo domenica alla Parigi Roubaix. See MoreSee Less
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3 weeks ago

Silvio Martinello
Ciao Carmine, uomo gentile e persona per bene.Le nostre strade si sono incrociate in tante occasioni, dal 1993 al 2003 sei stato il direttore del Giro e di tutte le altre manifestazioni organizzate sotto l’egida di RCS, io nel professionismo pedalato dal 1986 al 2003. In questo giorno triste riaffiorano piacevoli ricordi; il Giro del 1996 con la partenza da Atene fu una tua creatura e rappresenta uno dei momenti più belli della mia carriera. Sul fortunato traguardo di Atene, nelle interviste mi lamentai in TV delle condizioni delle strade che attraversammo, tu mi chiamasti mentre ero in hotel a fare i massaggi e mi dicesti che avevo ragione. Purtroppo le amministrazioni avevano garantito migliorie, tuttavia molti tratti erano effettivamente pericolosi. Mi chiedesti anche, con il garbo che ti caratterizzava, di non calcare troppo la mano. Apprezzai molto, era un modo per essere vicino alle esigenze dei corridori. La memoria mi riporta anche al febbraio 1999, ultima sera della 6 giorni di Milano al Forum di Assago. Spalti gremiti e gran parte del tifo per il sottoscritto, era la 4 edizione e rischiava di essere l’ultima (come purtroppo fu). Venisti nel mio camerino insieme a Patrick Sercù che la dirigeva, per chiedermi di fare il massimo per vincere. Era importante per il futuro e per tentare di salvare l’evento in cui credevi e che non volevi perdere, ritenevi fosse importante far tornare a casa felici i tanti appassionati accorsi. Io non ero al massimo della forma, quell’inverno non fu semplice, dovetti saltare alcuni eventi nel mese di gennaio per un problema al ginocchio e la forma non era delle migliori. Tra l’altro i rivali più ostici erano Adriano Baffi in coppia con il povero Andy Kappes in maglia Mapei e patron Squinzi ci teneva tantissimo a mettere in bacheca il trofeo della 6 giorni di Milano. Ti risposi che avrei fatto il possibile e che comprendevo le esigenze, ma che non potevo dare garanzie assolute. Quando uscisti dal camerino, Patrick ed io ci guardammo e gli dissi che avrei provato ad inventarmi qualcosa per riuscire a battere la concorrenza, lui mi diede qualche suggerimento. Con Marco Villa riuscimmo a rovesciare una situazione complicata e fare nostra la 6 Giorni; per me rappresentava il 4 successo consecutivo a Milano. Scesi dalla finale con le gambe che non mi reggevano, successo ai punti dopo un testa a testa con Adriano Baffi nell’ultimo sprint dove utilizzai ogni malizia possibile. Alle premiazioni ti avvicinasti e mi sussurrasti che non mi avevi mai visto così conciato, ricordo ti guardai male e ci facemmo una bella risata. Ti diedi appuntamento in ufficio per ritirare l’ingaggio e di preparare un extra, scoppiasti in un’altra risata…. ma io ero serissimo!Buon viaggio caro Carmine, ci si incrocerà sicuramente altrove.#carminecastellano See MoreSee Less
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