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Benvenuti nel mio sito web. Scriviamo insieme il futuro del ciclismo italiano alle prossime elezioni della Federazione Ciclistica Italiana.
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Silvio Martinello

Candidato Presidente per la Federazione Ciclistica Italiana

Credo fortemente nel gioco di squadra. Ho imparato in bicicletta il valore della forza del gruppo. Ho scelto di affrontare questa avventura perché sapevo di poter contare su di una squadra ricca di idee e di passione.​

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Un messaggio importante
per il mondo del ciclismo

Dialogo e trasparenza per la Federazione Ciclistica Italiana del futuro: l’annuncio di Silvio Martinello che si candida alla presidenza della FCI.


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2 settimane ago
Silvio Martinello FCI
Finalmente, dopo oltre sei mesi di attesa, riusciamo a vedere uno dei primi progetti relativi all’attività che l’attuale dirigenza FCI desidera portare avanti. Allego a questo post un comunicato della segreteria generale del 6 settembre 2021, con il quale si informano gli interessati che il CF, nell’ultima sua riunione, ha deliberato su una proposta del referente del settore amatoriale, ovvero il consigliere Gianantonio Crisafulli. Mi soffermo sul terzo punto senza approfondire il primo, mi pare abbastanza esplicito. Lo riassumo per semplificare: chi intende organizzare due manifestazioni nella stessa giornata, delle quali una agonistica, potrà usufruire di un vantaggio economico che, immagino, valga banalmente anche al contrario. Chi oggi organizza una gara agonistica pagherà domani la tassa relativa alla gara amatoriale se alla prima affiancherà una seconda manifestazione (per amatori). La finalità, propria di una federazione olimpica, mi sfugge ma proseguo. Veniamo al punto 3 che recita testualmente: “Partecipazione alle gare amatoriali degli Atleti Juniores e Under 23 residenti su tutto il territorio nazionale, delegando i Comitati Regionali a regolamentare l’attività”. Ho letto il testo più volte perché una scelta del genere è lontana dal mio modo di concepire l’attività. Le categorie in oggetto, Juniores e Under 23 versano, per varie ragioni, in seria difficoltà. Dopo la riforma a livello internazionale ci abbiamo messo degli anni ad adeguarci al nuovo sistema, con un risultato che è sotto gli occhi di tutti, ora rischiamo di dare alle due strategiche categorie il definitivo colpo di grazia. Non è dato sapere come si sia arrivati a questa decisione, se e che genere di discussione ci sia stata, se qualcuno abbia preso la parola per cercare di far riflettere i presenti, magari i rappresentanti degli atleti, ma è probabile che nemmeno loro abbiano compreso la portata della decisione. E poi i CR: sono stati coinvolti? Qualcuno ha ascoltato la loro voce? Probabilmente la tanto decantata trasparenza è già sparita dal tavolo delle priorità! Oppure i CR sono d’accordo con questa nuova interessantissima proposta? Tutto questo aiuterebbe a capire come si sia giunti ad una tale decisione e quali siano le finalità che il CF persegue. Sarebbe altresì utile conoscere cosa ne pensano i diretti interessati, ma l’attenzione è altrove, meglio distrarre l’ambiente facendoli giocare ad indovinare il nome del prossimo CT, opportuno che certe decisioni rimangano sottotraccia. Se però fossi un operatore delle categorie coinvolte mi farei le seguenti domande che, potendo, girerei ai componenti il CF:
Che fine faranno, in queste manifestazioni, le norme relative alla tutela della salute previste per le categorie agonistiche?
Come vanno d’accordo atleti seguiti da DS di livello con amatori comunque votati a un’attività con ben altri e diversi obiettivi?
Come verrà gestito l’eventuale montepremi? 
Su quale chilometraggio si correrà e su quali percorsi? Il riferimento tecnico saranno le norme amatoriali o quelle agonistiche? Oppure entrambe?
In queste manifestazioni verranno assegnati punteggi? Infatti se io vinco una gara junior o under acquisisco un punteggio che mi valorizza, in queste manifestazioni è previsto? Se previsto come sarà distribuito? E se non è previsto gli agonisti saranno semplici ospiti con quale obiettivo? Battere un gruppo di amatori?
Ci saranno dei limiti di partecipazione? Ovvero numeri minimi e/o massimi di partecipanti agonisti alla partenza? 
Dal punto di vista tecnico, quale potrà essere l’interesse di un amatore a confrontarsi con un under e probabilmente soccombere dal punto di vista atletico? Al contrario che interesse dovrebbe avere un under a correre con un amatore e rischiare di uscirne battuto? Non parlo nemmeno degli junior che rischiamo di far smettere ancor prima di quanto non siano costretti a fare ora.
La norma è pensata per tutelare i giovani o per valorizzare l’attività amatoriale? Ho il vago sospetto che sia pensata per valorizzare la seconda che, evidentemente, interessa di più a chi ha presentato la proposta anche sfruttando il disinteresse o la non conoscenza dei colleghi.
La regolamentazione è affidata ai singoli comitati regionali, pertanto questi ultimi potranno decidere di non aderire alla proposta con eventuali iscritti da fuori regione? E nel caso dei comitati di confine con eventuali atleti di Paesi vicini con cui si sono siglati accordi frontalieri?
Sono le prime domande che mi sono posto leggendo il comunicato, chi ha deciso di approvare questa/e norma/e di sicuro le considererà una inutile seccatura, non mi aspetto naturalmente nessuna risposta, ma ritengo doveroso e responsabile che ognuno faccia la propria parte evitando pericolose derive al nostro già malmesso movimento nazionale.

Finalmente, dopo oltre sei mesi di attesa, riusciamo a vedere uno dei primi progetti relativi all’attività che l’attuale dirigenza FCI desidera portare avanti. Allego a questo post un comunicato della segreteria generale del 6 settembre 2021, con il quale si informano gli interessati che il CF, nell’ultima sua riunione, ha deliberato su una proposta del referente del settore amatoriale, ovvero il consigliere Gianantonio Crisafulli. Mi soffermo sul terzo punto senza approfondire il primo, mi pare abbastanza esplicito. Lo riassumo per semplificare: chi intende organizzare due manifestazioni nella stessa giornata, delle quali una agonistica, potrà usufruire di un vantaggio economico che, immagino, valga banalmente anche al contrario. Chi oggi organizza una gara agonistica pagherà domani la tassa relativa alla gara amatoriale se alla prima affiancherà una seconda manifestazione (per amatori). La finalità, propria di una federazione olimpica, mi sfugge ma proseguo. Veniamo al punto 3 che recita testualmente: “Partecipazione alle gare amatoriali degli Atleti Juniores e Under 23 residenti su tutto il territorio nazionale, delegando i Comitati Regionali a regolamentare l’attività”. Ho letto il testo più volte perché una scelta del genere è lontana dal mio modo di concepire l’attività. Le categorie in oggetto, Juniores e Under 23 versano, per varie ragioni, in seria difficoltà. Dopo la riforma a livello internazionale ci abbiamo messo degli anni ad adeguarci al nuovo sistema, con un risultato che è sotto gli occhi di tutti, ora rischiamo di dare alle due strategiche categorie il definitivo colpo di grazia. Non è dato sapere come si sia arrivati a questa decisione, se e che genere di discussione ci sia stata, se qualcuno abbia preso la parola per cercare di far riflettere i presenti, magari i rappresentanti degli atleti, ma è probabile che nemmeno loro abbiano compreso la portata della decisione. E poi i CR: sono stati coinvolti? Qualcuno ha ascoltato la loro voce? Probabilmente la tanto decantata trasparenza è già sparita dal tavolo delle priorità! Oppure i CR sono d’accordo con questa nuova interessantissima proposta? Tutto questo aiuterebbe a capire come si sia giunti ad una tale decisione e quali siano le finalità che il CF persegue. Sarebbe altresì utile conoscere cosa ne pensano i diretti interessati, ma l’attenzione è altrove, meglio distrarre l’ambiente facendoli giocare ad indovinare il nome del prossimo CT, opportuno che certe decisioni rimangano sottotraccia. Se però fossi un operatore delle categorie coinvolte mi farei le seguenti domande che, potendo, girerei ai componenti il CF:
Che fine faranno, in queste manifestazioni, le norme relative alla tutela della salute previste per le categorie agonistiche?
Come vanno d’accordo atleti seguiti da DS di livello con amatori comunque votati a un’attività con ben altri e diversi obiettivi?
Come verrà gestito l’eventuale montepremi?
Su quale chilometraggio si correrà e su quali percorsi? Il riferimento tecnico saranno le norme amatoriali o quelle agonistiche? Oppure entrambe?
In queste manifestazioni verranno assegnati punteggi? Infatti se io vinco una gara junior o under acquisisco un punteggio che mi valorizza, in queste manifestazioni è previsto? Se previsto come sarà distribuito? E se non è previsto gli agonisti saranno semplici ospiti con quale obiettivo? Battere un gruppo di amatori?
Ci saranno dei limiti di partecipazione? Ovvero numeri minimi e/o massimi di partecipanti agonisti alla partenza?
Dal punto di vista tecnico, quale potrà essere l’interesse di un amatore a confrontarsi con un under e probabilmente soccombere dal punto di vista atletico? Al contrario che interesse dovrebbe avere un under a correre con un amatore e rischiare di uscirne battuto? Non parlo nemmeno degli junior che rischiamo di far smettere ancor prima di quanto non siano costretti a fare ora.
La norma è pensata per tutelare i giovani o per valorizzare l’attività amatoriale? Ho il vago sospetto che sia pensata per valorizzare la seconda che, evidentemente, interessa di più a chi ha presentato la proposta anche sfruttando il disinteresse o la non conoscenza dei colleghi.
La regolamentazione è affidata ai singoli comitati regionali, pertanto questi ultimi potranno decidere di non aderire alla proposta con eventuali iscritti da fuori regione? E nel caso dei comitati di confine con eventuali atleti di Paesi vicini con cui si sono siglati accordi frontalieri?
Sono le prime domande che mi sono posto leggendo il comunicato, chi ha deciso di approvare questa/e norma/e di sicuro le considererà una inutile seccatura, non mi aspetto naturalmente nessuna risposta, ma ritengo doveroso e responsabile che ognuno faccia la propria parte evitando pericolose derive al nostro già malmesso movimento nazionale.
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Quindi invece di portare gli juniores a correre più spesso all'estero (come richiesto, per altro maldestramente nei toni, dal ct De Candido dopo gli Europei), per prepararli al meglio li si porta a gareggiare con i 40-50enni della domenica alla Gran Fondo del Prosciutto... Bene! Un po' come se la Figc avesse ammesso le formazioni Primavera ai campionati di prima categoria.

e poi De Candido si lamenta perchè i suoi juniores non hanno la giusta mentalità per competere a livello internazionale? RIDICOLI

Silvio Martinello io mi ricordo che alla fine degli anni 80 dello scorso millennio era possibile il contrario. Io da giovane amatore ho chiesto la deroga al mio CR di poter partecipare alle poche gare DILETTANTI 1a e 2a serie che venivano svolte in Sud Italia. Questo mi ha permesso di mettermi in mostra ed essere selezionato da un team e ho potuto correre 4 stagioni da AGONISTA. Questo è un ribaltone senza senso. E io che, stupidamente, lotto affinché sulle garette a circuito, facciano correre la categoria 40-49 (o almeno i 45-49) con i 50-59 e non con i 19-39/44... #STIAMOANDANDOAPUTTANE

La cosa è più semplice di quello che si pensi. Pensano alle gare amatoriali solo per fare cassa ! Gli amatori pagano dai 12/15 € ad ogni gara per partecipare, punto !

Grazie Silvio per la trasparenza sull'imbarazzante situazione federale Sia a livello nazionale che regionale purtroppo non siamo all'altezza di altri paesi, ma la prima impressione che sia oltre che economica una questione di responsabilità...io arrivo da una grossa azienda dove l'impegno dei singoli spesso copriva la mancanza di dirigenti esperti Spero possa essere così anche nel ciclismo 🇮🇹🚴‍♂️

Caro Martinello dopo la lettura del suo lungo commento prendo atto che di organizzazione di manifestazioni poco o nulla Lei ne capisce…. Da alcuni anni la formula di abbinare una gara amatoriale con una gara giovanile sta funzionando in Lombardia, in tempo di crisi di sponsor e di volontari, davanti alle difficoltà economiche delle società giovanili, un supporto è giunto dal mondo amatoriale. La messa in condivisione delle strutture (transenne, palco all’arrivo , fotofinish, arco, moto staffette ecc…) consentono un alleggerimento notevole dei costi per gli organizzatori delle gare agonistiche giovanili. L’abbuono della tassa gara giovanile se la manifestazione si svolge nella stessa giornata con una gara amatoriale è un’ulteriore contributo offerto al mondo agonistico. Organizzare una manifestazione, ad esempio, una cronometro con partenza prima degli atleti agonisti e successiva partenza degli amatori (che pagano) rappresentano una modalità per offrire agli organizzatori di recuperare risorse economiche. Ovviamente chi “non si sporca le mani” e partecipa attivamente all’attività non riesce ad individuare la sinergia, vero Martinello??? Per quanto attiene alla partecipazione degli atleti Juniores ed Under 23 , Martinello come mai non sa che da anni questo avviene in alcune regioni del sud, su esplicita richiesta dei Compitati Regionali Locali ??? La possibilità offerta all’intero territorio Italiano è stata per sua tranquillità presentata ai Presidenti Regionali , nessuna contestazione e nessun stravolgimento, preso atto che le gare dedicate a queste categorie, ancora una volta per via dei costi, si sono ridotte, perché, in alternativa ad un allenamento singolo, non si offre ad un atleta di partecipare, senza classifica, senza assegnazione di punteggio, senza assistenza e quant’altro (con un piccolo vantaggio partecipazione a titolo gratuito, gli amatori invece pagano) ad una manifestazione che si svolge nel proprio territorio (ambito territoriale provinciale o regionale a scelta del Comitato). Pubblicare un documento peraltro non ancora reso pubblico, trattandosi di un documento interno, non le fa onere ed è una pesante caduta di stile (io non lo avrei mai fatto) e dimostra almeno un paio di cose:  la disperazione per la mal digerita sconfitta elettorale e la caduta di consenso;  quanto le rode per l’attività e i risultati che questa Federazione sta ottenendo. Il compito dei Comitati Regionali sarà quello di definire per il 2022, se vogliono offrire ai propria Atleti questa possibilità e in caso affermativo quello di deliberare le modalità di partecipazione e in ordine al numero degli atleti ammessi. Come già premesso non ci saranno classifiche, rimborsi, punteggi, D.S. e ammiraglie, la partecipazione sarà possibile solo in assenza di gare di categoria nel territorio o se il numero massimo di atleti previsti per la/e gara/e della propria categoria sarà stato raggiunto. Ovviamente potranno partecipare gli atleti con punteggio zero o con un basso punteggio e su questi temi l’autonomia del Comitato Regionale a mio parere regnerà sovrana. Resto a disposizione, anche telefonicamente per ogni ulteriore informazione e chiarimento e preso atto che ogni sua critica ci porti fortuna, le ricordo Tokio e i recenti Campionati Europei di Trento auspico di leggerla ancora. GIANANTONIO CRISAFULLI 13-09-2021.

Forse se ci giochiamo bene questa carta potremo uscire da questa brutta situazione...organizzare Costa un botto , ormai le gare per allievi e junior sono poche per non parlare poi degli under 23 , il fatto di abbinare una gara amatoriale a una federale potrebbe far risparmiare sui costi delle tasse per chiedere i permessi, faccio un esempio, alla mattina gara junior pomeriggio amatori sullo stesso circuito con scorte tecniche e personale agli incroci, nella seconda partono anche gli junior che per punteggio o scelta tecnica non sono partiti coi loro coetanei, potrebbe anche succedere che il genitore vada a vedere il figlio correre e poi viceversa...l'importante alla fine non è diventare campioni ma rimanere innamorati delle bici per il resto della vita...

Eeee vaiii altra cosa all italiana. Adatto che ci son poche gare femminili in italia, anche le donne junior e under 23 corrono, ("attorno al campanile") nelle corse amatoriali

Analisi molto propositiva. Ricordo che agli inizi degli anni 70 i cicloamatori potevano gareggiare con gli allora dilettanti di III. Ricordo che ex validi dilettanti, passata la 30ina gareggiavano con noi. Non erano molti, ma a volte vincevano. Dopo qualche anno tolsero questa possibilità, tranne in alcune regioni dove l'attività era minima per numeri di agonisti veramente piccoli. Ora sinceramente, con l'attuale divisione delle categorie UCI , non vedo di ritornare a questa possibilità. D'altronde l'attuale estrema specializzazione del ciclismo, induce a fare smettere di correre ragazzi che ne avrebbero la possibilità, vuoi per tempo e passione. Attualmente lo vediamo, i concorrenti alla partenza delle gare continuano a calare.

Secondo me buttare il bambino con l'acqua sporca è sempre sbagliato. Le domande di Silvio mi sembrano legittime, ma se e quando troveranno risposta (non credo sia impossibile farlo!) andranno della direzione di facilitare l'attività agonistica a ragazzi ancora in evoluzione o provenienti da zone disagiate. Se l'obiettivo è farli gareggiare, tutto sommato non mi sembra una proposta così assurda...

Scelte lungimiranti , ritengo che siamo caduti veramente in basso 😡 e i Comitati Regionali cosa pensano ,sono allineati sulle scelte della nuova dirigenza se si predispongono il regolamento attuativo ,altrimenti facciano sentire il proprio disappunto. Conoscendo certi personaggi saranno ben allineati con le scelte federali.😡😡😡

Delegando al comitato regionale forse (spero) si potranno far correre per allenarsi solo se non ci sono corse vicine. Però: come la mettiamo coi chilometraggi per gli junior? e poi non c'era già la possibilità di partecipare ma fuori classifica?

Business, solo business….a parole si pensa ai giovani, ma a fatti…..

Io ho rispetto di Martinello.. Di Giandomenico Crisafulli di G. Luca Londoni non fare apprezzamenti.. Critici ma credo sia giusto invitare anche chi ha.. Perso.. Le elezioni ma discuterne senza frasi offensive la collaborazione credo il milanista SILVIO non la farà mancare.. Nello sport si deve essere di esempio non scordiamoci i sacrifici di atleti umili e dirigenti umani alle normolimpiadi le ultime!!! GRazie.

è l'epoca delle scelte (spesso sciagurate) calate dall'alto. Poi sempre dai vertici della Piramide si tira dritto senza dibattiti senza diritti di replica.

Togliete il vino da sopra il tavolo orcozzio...... questo è il risultato di almeno 3 bicchieri a testa e metà erano già mbriachi prima di iniziare .

Forse mi sbaglio ma credo che poi alla fine si baderà soltanto ad incassare i soldi delle iscrizioni. saranno delle molteplici gran fondo. ma forse mi sbaglio

Giuste osservazioni Silvio Martinello , condivido pienamente.

??????siamo alla frutta....oppure al caffè?

Ma questo CF non doveva essere quello del cambiamento del salvaguardare i ragazzi ecc ecc va beh

Dagnoni, Crisafulli... Ma chi c***o è sta gente? Mai sentiti... Ma han corso?

Quindi possono partecipare anche al TROFEO FANTOZZI? Ottima idea! Anche lì c’è in palio la maglia da campione del mondo

Questa proposta è inaccettabile, Silvio porta avanti la tua tesi con determinazione

L'attività amatoriale porta soldi. Quella giovanile no. E poi così gli amatori si caricheranno (in tutti i sensi) ancora di più! Vuoi mettere l'impiegato, l'operaio o il libero professionista 40/50/60 enne che va a gareggiare alla g.f del tartufo con i futuri Pro!? Poveri noi...

Se questo è il primo passo....

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3 settimane ago
Silvio Martinello FCI
Il Comitato Regionale Veneto guidato dall’illuminato presidente Sandro Checchin, dopo diversi mesi trascorsi a tergiversare cercando di capire la direzione da intraprendere, ha imboccato, come da previsione, la strada più comoda. Purtroppo non è quella indicata dall’ampio mandato ricevuto, ma questo banale dettaglio è marginale, la coerenza come ampiamente appurato, per alcuni soggetti è un valore tranquillamente negoziabile. I dirigenti delle società venete possono dormire sonni tranquilli, essere stati inglobati nel nuovo corso aziendale nazionale non potrà che garantire un futuro radioso con ricchi dividendi da incassare. 
Non resta che augurare buon viaggio!Image attachment

Il Comitato Regionale Veneto guidato dall’illuminato presidente Sandro Checchin, dopo diversi mesi trascorsi a tergiversare cercando di capire la direzione da intraprendere, ha imboccato, come da previsione, la strada più comoda. Purtroppo non è quella indicata dall’ampio mandato ricevuto, ma questo banale dettaglio è marginale, la coerenza come ampiamente appurato, per alcuni soggetti è un valore tranquillamente negoziabile. I dirigenti delle società venete possono dormire sonni tranquilli, essere stati inglobati nel nuovo corso aziendale nazionale non potrà che garantire un futuro radioso con ricchi dividendi da incassare.
Non resta che augurare buon viaggio!
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Come si dice.....il coraggio di cambiare l'italiano medio non lo ha mai avuto. Peccato.

Per non parlare di chi ruota attorno al settore.....come le moto staffette e scorte tecniche, che non hanno potuto ancora rinnovare i patentini per via del covid e si prolunga ancora. Senza contare che non si sa ancora nulla per l'anno nuovo che intenzioni hanno, se farlo in presenza o no perché non è stato fatto ancora nessun protocollo al riguardo, da quello che so. Però sono sicuro che i 95€ al rinnovo li chiederanno, se non aumenteranno addirittura......mha !!!!

Le belle figure in questo periodo abbondano in federazione. Se questo è stato solo l'inizio chissà cosa ci riserverà il futuro...

Tutto Vero ma a me sembrava che avesse vinto perché tu lo caldeggiavi. forse mi sbaglierò. comunque un pizzico di confusione alberga in me. Comunque penso ancora che tu sei una risorsa indispensabile e spero in una soluzione positiva

Restaurazione avanza, via anche Cassani. Mahh io ho.solo brutti presentimenti.

E finisce tutto a tarallucci e...Coca Cola...

Comunque brindare con la coca cola e triste.

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Dialoghi Merano - Federico Guiglia incontra e intervista Silvio Martinello campione olimpico ad Atlanta e cinque volte campione del mondo nel ciclismo
youtu.be/2NU33jbsDKc
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La credibilità di ognuno di noi si misura dal rispetto, o meno, di valori che contribuiscono prima a crearla e successivamente a consolidarla o demolirla. Se si è seminato bene si raccolgono soddisfazioni, se si è seminato male delle gran delusioni. I valori sui quali personalmente non sono mai sceso a compromessi sono la coerenza, la franchezza e la chiarezza. Chiamare le cose con il loro nome e comportarsi di conseguenza, rappresenta il mio “marchio di fabbrica”, aspetti personalmente non negoziabili che generano una piacevole serenità interiore. Negli ultimi 2 anni mi sono gettato anima e corpo, come sempre fatto nei miei progetti, nella politica sportiva candidandomi alla presidenza della FCI sollecitato da tanti operatori del movimento. Non ho raggiunto l’obiettivo ma è stata un’esperienza molto formativa e costruttiva, in cui ho messo tutto me stesso e, soprattutto, sono stato me stesso: coerente, franco, chiaro. Credo comunque di aver gettato le basi per riprovarci con maggiori possibilità alla prossima occasione, la volontà di porre la mia esperienza e le mie idee a disposizione del movimento ciclistico Italiano, continua a stimolarmi moltissimo nonostante sia ormai chiaro che, quelli che per me rappresentano valori non negoziabili, per diversi “politicanti” che frequentano il movimento siano sostanzialmente aria fritta. Mi sono sempre vantato, con presunzione, di saper capire fin dal primo approccio chi ho di fronte, ebbene da quando ho iniziato ad impegnarmi in questo ambito mi sono sbagliato in diverse, troppe, occasioni. Nel mio breve percorso nel mondo politico sportivo ho incontrato diversi soggetti dotati di incoerenza, ma ho la testa dura e non mi fermerò, mi conosco. Continuo a ricevere molte sollecitazioni nonostante non ci siano scadenze elettorali, evidentemente coloro che credono in me (nell’ultima assemblea il 42%), temono io possa rivolgere le mie energie altrove, ma non sarà così, ci sono e per il movimento ciclistico sarò sempre presente. Esserci significa iniziare nuovamente a fare proposte ed approfondire le decisioni che nel frattempo verranno assunte, con spirito di sana e costruttiva opposizione, da semplice osservatore nonché da ex, e futuro, candidato. Chi è stato investito della responsabilità di fare opposizione, nel frattempo ha scelto una via più comoda; infatti come tutti sanno il nostro gruppo riuscì ad eleggere la dott.ssa Norma Gimondi in Consiglio come Vice Presidente, io stesso presidiai l’assemblea fino alla fine per tenere compatti i nostri delegati, operazione non semplice dopo aver perso la presidenza, ritenendo fosse comunque necessario concretizzare il gran lavoro fatto sostenendo uno dei soggetti più “qualificanti” della mia squadra. La soddisfazione per essere riuscito nell’operazione lasciò ben presto il posto alla delusione nell’apprendere che la dott.ssa Gimondi, qualche giorno dopo, mi/ci aveva girato le spalle allineandosi diligentemente al nuovo corso. Salita sul treno che le consentì di raggiungere l’obiettivo, alla prima coincidenza scese per salire su quello più comodo. Da qualche settimana anche la dirigenza del Comitato Regionale Veneto, che sostenni con determinazione e che stravinse con larga maggioranza l’assemblea regionale, ha deciso di andare per la propria strada ignorando il mandato ricevuto, più comodo allinearsi “all’illuminata politica imprenditoriale” nazionale piuttosto che impegnarsi in una costruttiva opposizione. Storie di uomini e donne che spenderanno il loro mandato tentando di crearsi un alibi per garantirsi un altro giro, semplicemente storie di ordinaria e nauseante incoerenza. Ci sarà modo di aggiornare sull’andamento anche in altre Regioni, “strane capriole” non si sono verificate solo nel Veneto, anche altri hanno scelto la via più semplice e più comoda ed alla prossima scadenza spiegheranno le scelte al loro elettorato. I dirigenti che ogni 4 anni sono chiamati ad esprimersi devono sapere e conoscere questi dettagli, soprattutto ricordarsene, il movimento necessita di visione e competenza per risollevarsi, non di arrivisti senza arte né parte. Nel frattempo auspico che l’attuale dirigenza nazionale modifichi lo statuto come promesso in campagna elettorale, personalmente nutro forti dubbi, ma sarò in prima fila ad applaudire se verrà fatta una riforma che dia realmente voce al movimento, non tramite delega a livello regionale o delegato a livello nazionale. Personalmente continuerò a tenere i riflettori accesi, ritengo responsabilmente doveroso rappresentare quel 42% che resistendo a pressioni di ogni genere, il 21 febbraio scorso ha creduto in un progetto alternativo coerente, franco e chiaro, quel 42% che pochissimi sono rimasti a rappresentare all’interno dell’istituzione FCI.Image attachment

La credibilità di ognuno di noi si misura dal rispetto, o meno, di valori che contribuiscono prima a crearla e successivamente a consolidarla o demolirla. Se si è seminato bene si raccolgono soddisfazioni, se si è seminato male delle gran delusioni. I valori sui quali personalmente non sono mai sceso a compromessi sono la coerenza, la franchezza e la chiarezza. Chiamare le cose con il loro nome e comportarsi di conseguenza, rappresenta il mio “marchio di fabbrica”, aspetti personalmente non negoziabili che generano una piacevole serenità interiore. Negli ultimi 2 anni mi sono gettato anima e corpo, come sempre fatto nei miei progetti, nella politica sportiva candidandomi alla presidenza della FCI sollecitato da tanti operatori del movimento. Non ho raggiunto l’obiettivo ma è stata un’esperienza molto formativa e costruttiva, in cui ho messo tutto me stesso e, soprattutto, sono stato me stesso: coerente, franco, chiaro. Credo comunque di aver gettato le basi per riprovarci con maggiori possibilità alla prossima occasione, la volontà di porre la mia esperienza e le mie idee a disposizione del movimento ciclistico Italiano, continua a stimolarmi moltissimo nonostante sia ormai chiaro che, quelli che per me rappresentano valori non negoziabili, per diversi “politicanti” che frequentano il movimento siano sostanzialmente aria fritta. Mi sono sempre vantato, con presunzione, di saper capire fin dal primo approccio chi ho di fronte, ebbene da quando ho iniziato ad impegnarmi in questo ambito mi sono sbagliato in diverse, troppe, occasioni. Nel mio breve percorso nel mondo politico sportivo ho incontrato diversi soggetti dotati di incoerenza, ma ho la testa dura e non mi fermerò, mi conosco. Continuo a ricevere molte sollecitazioni nonostante non ci siano scadenze elettorali, evidentemente coloro che credono in me (nell’ultima assemblea il 42%), temono io possa rivolgere le mie energie altrove, ma non sarà così, ci sono e per il movimento ciclistico sarò sempre presente. Esserci significa iniziare nuovamente a fare proposte ed approfondire le decisioni che nel frattempo verranno assunte, con spirito di sana e costruttiva opposizione, da semplice osservatore nonché da ex, e futuro, candidato. Chi è stato investito della responsabilità di fare opposizione, nel frattempo ha scelto una via più comoda; infatti come tutti sanno il nostro gruppo riuscì ad eleggere la dott.ssa Norma Gimondi in Consiglio come Vice Presidente, io stesso presidiai l’assemblea fino alla fine per tenere compatti i nostri delegati, operazione non semplice dopo aver perso la presidenza, ritenendo fosse comunque necessario concretizzare il gran lavoro fatto sostenendo uno dei soggetti più “qualificanti” della mia squadra. La soddisfazione per essere riuscito nell’operazione lasciò ben presto il posto alla delusione nell’apprendere che la dott.ssa Gimondi, qualche giorno dopo, mi/ci aveva girato le spalle allineandosi diligentemente al nuovo corso. Salita sul treno che le consentì di raggiungere l’obiettivo, alla prima coincidenza scese per salire su quello più comodo. Da qualche settimana anche la dirigenza del Comitato Regionale Veneto, che sostenni con determinazione e che stravinse con larga maggioranza l’assemblea regionale, ha deciso di andare per la propria strada ignorando il mandato ricevuto, più comodo allinearsi “all’illuminata politica imprenditoriale” nazionale piuttosto che impegnarsi in una costruttiva opposizione. Storie di uomini e donne che spenderanno il loro mandato tentando di crearsi un alibi per garantirsi un altro giro, semplicemente storie di ordinaria e nauseante incoerenza. Ci sarà modo di aggiornare sull’andamento anche in altre Regioni, “strane capriole” non si sono verificate solo nel Veneto, anche altri hanno scelto la via più semplice e più comoda ed alla prossima scadenza spiegheranno le scelte al loro elettorato. I dirigenti che ogni 4 anni sono chiamati ad esprimersi devono sapere e conoscere questi dettagli, soprattutto ricordarsene, il movimento necessita di visione e competenza per risollevarsi, non di arrivisti senza arte né parte. Nel frattempo auspico che l’attuale dirigenza nazionale modifichi lo statuto come promesso in campagna elettorale, personalmente nutro forti dubbi, ma sarò in prima fila ad applaudire se verrà fatta una riforma che dia realmente voce al movimento, non tramite delega a livello regionale o delegato a livello nazionale. Personalmente continuerò a tenere i riflettori accesi, ritengo responsabilmente doveroso rappresentare quel 42% che resistendo a pressioni di ogni genere, il 21 febbraio scorso ha creduto in un progetto alternativo coerente, franco e chiaro, quel 42% che pochissimi sono rimasti a rappresentare all’interno dell’istituzione FCI. ... See MoreSee Less

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La coerenza è uno dei valori che considero più importanti. Ha un prezzo altissimo, ma proprio per questo chi la pratica ha la mia massima stima. In questo si vedono le vere Persone. Io credo Signor Martinello che lei sia veramente un gran bella Persona.

Carissimo Silvio, appena appresi della tua discesa in campo mi adoperai per pubblicizzare la tua candidatura. Come te, ero contento tu avessi scelto Norma Gimondi come eventuale vice presidente. Ma come tu stesso hai scritto nel post, ho notato anch'io questo modo poco corretto di Norma nel modo di comportarsi, io stesso l'ho sollecitata ascendere in campo, poi una volta salita è sparita, me ne rammarico perché credevo fosse diversa dal vecchio sistema. Spero di essermi sbagliato, perché sarebbe una grande delusione. Ciao

Credo sia più facile riconoscere un vero bravo e valido ciclista da un politico che vuole vincere solo per puri interessi personali e di parte. Io condivido i tuoi valori e spero che nel tuo cammino tu possa togliere la maschera per far conoscere a tutti i veri volti di chi ricopre cariche e ruoli di responsabilità.

Ti ho sempre stimato. E ne sono sempre più convinto , speravo che in Italia una volta tanto si pensasse a fare il bene per lo sport che ci siamo affezionati. Mi sono sbagliato, prevale sempre una parte di egoismo.

Purtropppo.. Silvio... non esistono più i gregari di una volta.. Che lavoravono per ottenere un unico obbiettivo.. NON MOLLARE come tu ben sai ..dietro una sconfitta... Si trova lo stimolo per lavorare e VINCERE

È triste quando gli interessi politici e opportunistici prevalgono su quelli morali, che dovrebbero essere imprescindibili in una federazione sportiva

Lo immaginavo, lo sentivo e lo di vede da cosa decidono ....mi dispiace molto, con te Silvio c'era una concreta possibilità di cambiamento ma pecore e caproni ce ne sono molti in FCI ed estirparli non sarà facile, ma con coerenza e la franchezza che ti contraddistingue vedrai che a lungo andare le persone " vuote", periranno !!! 4 anni non sono poi così lunghi e tutti saremo in grado di vedere gli inciuci e giudicarli per quel che sono...In bocca al lupo per il proseguo, tieni duro perché non sei solo!!! Buon ferragosto!!!😉👋

Caro Silvio tu sei nel giusto. Come sempre lo sei stato! Anche nella politica del ciclismo per molti l'interesse spicciolo e di comodo fa dimenticare presto i principi. Va sempre dove ti porta il cuore e la passione....come hai fatto finora, e sarai sempre tu e libero. Un abbraccio

Resilienza è la parola magica. Attendiamo fiduciosi nel cambiamento prossimo futuro. Non ci meravigliamo di chi salta sul carro dei vincitori dopo l'esito della battaglia. È tipico dell'italiano medio voltare le spalle per mera convenienza economica e di poltrone. Ma ce ne ricorderemo di sicuro la prossima volta. In bocca al lupo ed auguri caro Silvio Martinello . Buon ferragosto.

Silvio Martinello quello che spieghi con il tuo lungo post a me personalmente non meraviglia, nello sport, nella politica e in tante altre situazioni della vita chi sale sul carro del vincitore, quasi sempre dimentica come ci è salito e si allinea con la linea del macchinista, non allinearsi comporterebbe la discesa dal treno alla prima fermata, allinearsi sarebbe comprensibile quando il macchinista del treno presentasse una vagonata di iniziative, proposte, progetti per fare uscire il movimento ciclistico italiano da una decadenza preoccupante, e non mi riferisco a risultati agonistici, ma ancora questo macchinista su le cose da fare sembra abbia il piatto vuoto e allora su cosa e per cosa , chi viene dall'opposizione si allinea ??? La risposta potrebbe essere : per garantire stabilità al proprio posto in carrozza. Avanti ce posto ma povero ciclismo. Ciao Silvio

Forza Silvio...non è facile resistere quando gli amici ti girano le spalle ma il movimento ha bisogno assoluto di persone come te. Sperando che nel frattempo non vada tutto a rotoli

Silvio Martinello ti stimo proprio x questi valori importanti che fanno di te una gran brava persona. La credibilità è sacra come la fiducia.. ma in questo mondo, questa società, la maggior parte della gente, soprattutto se ha un ruolo.. lo identifica in valore materiale.. non più in valori morali. X quelli come te, essere quello che sei, diventa un problema! Diventa un difetto non saper essere una bandiera x tirare dove gira il vento.. X me resti la bandiera che mi rappresenta.. quella nazionale!

Ottima considerazione Silvio, sono veramente contento per te che hai la forza di lottare in un "ambiente" dove le persone pure e schiette, come ritengo di essere anche io, in genere non fanno molta strada, ciao.

Come sempre le tue riflessioni non fanno una piega!! 👏🏻👏🏻👏🏻

Carissimo Martinello a Roma ci siamo anche incontrati scambiando due parole sulla tattica Toscana che poi non ha portato a nulla come era facile prevedere. Mi auguro di poter parlare con Lei nel prossimo futuro ..sbagliando si impara e non vorrei farlo di nuovo. Le persone non si impara mai a conoscerle ....e mi girano le scatole perché sono vecchio e qualcosa avrei dovuto capire da prima. Buon proseguimento per tutto

Silvio Martinello tu sei un esempio di onestà intellettuale, impegno, trasparenza e competenza senza pari. Onorata di avere la tua amicizia e di poter continuare a sostenerti fino al raggiungimento di ciò che meriti e che rivoluzionerà in positivo il cilismo italiano! Chapeau, Campione!

Spero che dagnoni possa fare un lavoro strepitoso. Farò sempre il possibile per essere pronto a dare una mano al movimento locale, ma sono con te Silvio per essere presente e cercare di creare quella massa critica che poi e il vero sale della democrazia

Pirandelliana memoria sempre attuale.

Chi capisce di ciclismo è con Martinello.

Forza Silvio tempo al tempo.

Ho lmpigato due giorni ma l'ho letta tutta ..😂non mi stupisci ti conosco 😂un abbraccio

Grazie Silvio, sempre con te

Vai avanti così carissimo!!! Mai interporre i tuoi valori con una poltrona!!🤗🙄🙄🙄💪💪💪💪

Bravo Silvio continua X la tua strada sarai ripagato di tutto

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