Scriviamo insieme il futuro del ciclismo Italiano.

Benvenuti nel mio sito web. Scriviamo insieme il futuro del ciclismo italiano alle prossime elezioni della Federazione Ciclistica Italiana.
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Silvio Martinello

Candidato Presidente per la Federazione Ciclistica Italiana

Credo fortemente nel gioco di squadra. Ho imparato in bicicletta il valore della forza del gruppo. Ho scelto di affrontare questa avventura perché sapevo di poter contare su di una squadra ricca di idee e di passione.​

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Un messaggio importante
per il mondo del ciclismo

Dialogo e trasparenza per la Federazione Ciclistica Italiana del futuro: l’annuncio di Silvio Martinello che si candida alla presidenza della FCI.


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4 settimane ago
Silvio Martinello FCI
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Vista la trasmissione, riflettendo comunque dubito che anche questa dirigenza potrà fare qualcosa per sensibilizzare le amministrazioni locali per creare strutture dove non ce ne sono affatto, risultato, attività giovanile in piena discesa libera .

È improprio parlare di demagogia in quanto la stessa si prefigura in presenza di “degenerazione della democrazia”, ma non esistendo democrazia nell’istituzione FCI possiamo prosaicamente chiamarla “presa per i fondelli”. È ciò che si sta verificando ai danni del movimento ciclistico veneto, polentoni siamo e tali rimarremo pagando a caro prezzo la nostra incapacità di fare squadra. Qualche giorno fa postai il video dell’intervista al presidente della FCI realizzata dall’amico Gianluca Giardini (in fondo al post trovate il link), per segnalare le sorprendenti cose dette sul velodromo di Lovadina di Spresiano. Il sempre attento Andrea Fin ha pubblicato su ciclismoweb.net il suo ottimo approfondimento, portando alla luce la situazione che i “timidi” dirigenti locali tentano di far passare sotto traccia. Le criticità del progetto le ho più volte denunciate, con spirito costruttivo e con l’obiettivo di sensibilizzare ad apportare i necessari correttivi, finora invano. Il tutto si prefigura metaforicamente, come una curva ben segnalata ma che comunque si vuole affrontare ad altissima velocità seppur certi di finire fuori strada. Le responsabilità sono di chi quel progetto lo approvò, ovvero la precedente amministrazione federale; all’attuale gestione va imputata invece la totale mancanza di chiarezza, nonché l’imbarazzante superficialità del “presidente manager” a cui evidentemente, non è ancora ben chiaro cosa e chi rappresenta quando parla. Da mesi ci raccontano dell’imminente ripresa dei lavori ed ora ci propinano la non tanto ventilata ipotesi di interesse verso altri siti! Così, come bere un bicchier d’acqua, tanto ai polentoni veneti basta dare ogni tanto qualche contentino e se ne stanno buoni a cuccia ed in silenzio. Ricostruiamo gli ultimi capitoli della vicenda: Il 23 luglio scorso l’illuminato presidente in piena eccitazione olimpica, dichiarava trionfante: “Abbiamo concluso un iter burocratico difficile e complesso in soli tre mesi. C’era una matassa da sbrogliare e che aveva bloccato i lavori per troppo tempo. Non era scontato che si arrivasse a metà luglio con l’inserimento di un commissario straordinario che decidesse come muoversi per il velodromo ma ci siamo riusciti”. Applausi! https://www.oasport.it/2021/07/ciclismo-su-pista-velodromo-di-spresiano-il-governo-da-il-via-libera-per-ricominciare-i-lavori/
Ad inizio dicembre dichiara quanto segue: Treviso, è stato oggetto di questa brutta vicenda dove si sono fermati i lavori a causa del fallimento dellazienda che aveva lappalto. Li si sono complicate un po’ le cose, i costi sono aumentati e i fondi stanziati non sono più sufficienti. Noi come FCI stiamo spingendo, il nostro segretario generale Marcello Tolu ha incontrato Vezzali e Zaia per mettere un po’ di pressione per la ripresa dei lavori. Ma la burocrazia è molto complicata, cerchiamo di stare vicini e fare pressione ma non è una cosa così scontata, facile. Non prevediamo possa risolversi in tempi brevi. Cera lipotesi di poter nominare un commissario straordinario per il proseguimento dei lavori, ma questo è possibile solo per le grandi opere e il velodromo di Treviso non rientra tra queste. Per cui confidiamo anche in altri progetti, sappiamo che in Emilia-Romagna cè lintenzione di realizzare un nuovo velodromo allinterno dellautodromo di Misano Adriatico, sappiamo che il governatore Bonaccini è favorevole e sarebbe una cosa fantastica anche perché potrebbe garantire delle strutture ricettive allaltezza. Fischi! https://www.sport2u.tv/bike2u-con-cordiano-dagnoni-presidente-fci/ Anche gli ormai consueti e puntualissimi “correttivi” del segretario generale non fanno altro che certificare la totale confusione che investe i vertici federali. Aspettando con preoccupazione la prossima puntata, suggerisco maggiore prudenza e consiglio l’affiancamento di un autorevole portavoce che sappia trasformare confusi concetti in dichiarazioni sufficientemente ponderate da poterle rendere pubbliche. Noi veneti da bravi polentoni portiamo pazienza, l’atteggiamento “prono” dei nostri dirigenti lo testimonia, ma ad altre latitudini potrebbero incazzarsi con facilità, non tutti infatti amano essere presi per i fondelli, quella rimane una nostra prerogativa, ci teniamo!

È improprio parlare di demagogia in quanto la stessa si prefigura in presenza di “degenerazione della democrazia”, ma non esistendo democrazia nell’istituzione FCI possiamo prosaicamente chiamarla “presa per i fondelli”. È ciò che si sta verificando ai danni del movimento ciclistico veneto, polentoni siamo e tali rimarremo pagando a caro prezzo la nostra incapacità di fare squadra. Qualche giorno fa postai il video dell’intervista al presidente della FCI realizzata dall’amico Gianluca Giardini (in fondo al post trovate il link), per segnalare le sorprendenti cose dette sul velodromo di Lovadina di Spresiano. Il sempre attento Andrea Fin ha pubblicato su ciclismoweb.net il suo ottimo approfondimento, portando alla luce la situazione che i “timidi” dirigenti locali tentano di far passare sotto traccia. Le criticità del progetto le ho più volte denunciate, con spirito costruttivo e con l’obiettivo di sensibilizzare ad apportare i necessari correttivi, finora invano. Il tutto si prefigura metaforicamente, come una curva ben segnalata ma che comunque si vuole affrontare ad altissima velocità seppur certi di finire fuori strada. Le responsabilità sono di chi quel progetto lo approvò, ovvero la precedente amministrazione federale; all’attuale gestione va imputata invece la totale mancanza di chiarezza, nonché l’imbarazzante superficialità del “presidente manager” a cui evidentemente, non è ancora ben chiaro cosa e chi rappresenta quando parla. Da mesi ci raccontano dell’imminente ripresa dei lavori ed ora ci propinano la non tanto ventilata ipotesi di interesse verso altri siti! Così, come bere un bicchier d’acqua, tanto ai polentoni veneti basta dare ogni tanto qualche contentino e se ne stanno buoni a cuccia ed in silenzio. Ricostruiamo gli ultimi capitoli della vicenda: Il 23 luglio scorso l’illuminato presidente in piena eccitazione olimpica, dichiarava trionfante: “Abbiamo concluso un iter burocratico difficile e complesso in soli tre mesi. C’era una matassa da sbrogliare e che aveva bloccato i lavori per troppo tempo. Non era scontato che si arrivasse a metà luglio con l’inserimento di un commissario straordinario che decidesse come muoversi per il velodromo ma ci siamo riusciti”. Applausi! www.oasport.it/2021/07/ciclismo-su-pista-velodromo-di-spresiano-il-governo-da-il-via-libera-per-r...
Ad inizio dicembre dichiara quanto segue: "Treviso, è stato oggetto di questa brutta vicenda dove si sono fermati i lavori a causa del fallimento dell'azienda che aveva l'appalto. Li si sono complicate un po’ le cose, i costi sono aumentati e i fondi stanziati non sono più sufficienti. Noi come FCI stiamo spingendo, il nostro segretario generale Marcello Tolu ha incontrato Vezzali e Zaia per mettere un po’ di pressione per la ripresa dei lavori. Ma la burocrazia è molto complicata, cerchiamo di stare vicini e fare pressione ma non è una cosa così scontata, facile. Non prevediamo possa risolversi in tempi brevi. C'era l'ipotesi di poter nominare un commissario straordinario per il proseguimento dei lavori, ma questo è possibile solo per le grandi opere e il velodromo di Treviso non rientra tra queste. Per cui confidiamo anche in altri progetti, sappiamo che in Emilia-Romagna c'è l'intenzione di realizzare un nuovo velodromo all'interno dell'autodromo di Misano Adriatico, sappiamo che il governatore Bonaccini è favorevole e sarebbe una cosa fantastica anche perché potrebbe garantire delle strutture ricettive all'altezza". Fischi! www.sport2u.tv/bike2u-con-cordiano-dagnoni-presidente-fci/ Anche gli ormai consueti e puntualissimi “correttivi” del segretario generale non fanno altro che certificare la totale confusione che investe i vertici federali. Aspettando con preoccupazione la prossima puntata, suggerisco maggiore prudenza e consiglio l’affiancamento di un autorevole portavoce che sappia trasformare confusi concetti in dichiarazioni sufficientemente ponderate da poterle rendere pubbliche. Noi veneti da bravi polentoni portiamo pazienza, l’atteggiamento “prono” dei nostri dirigenti lo testimonia, ma ad altre latitudini potrebbero incazzarsi con facilità, non tutti infatti amano essere presi per i fondelli, quella rimane una nostra prerogativa, ci teniamo!
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Caro Silvio la presa per i fondelli riguarda anche nei movimenti regionali da anni girano le stesse persone incompetenti per il movimento ciclistico giovanili.mettendo figure nuove, e manovrarle da dietro, per dare fumo negli occhi a chi crede ne ciclismo giovanile. Buona giornata

Fossi io in F.Pinarello, visto che aveva dichiarato di voler creare qualcosa, metterei due castagne e un po'di prosecco sul piatto e lancerei un'offerta per l'acquisto della proprietà, tanto, con i lavori bloccati e la struttura inagibile o quasi, varrà meno del suo valore reale. E a quel punto...si fa ripartire il settore privatamente con buona pace della FCI (che paghi pure le trasferte estere...in qualche modo devono spenderli i soldi). P.s. sono un terrone ! 😉

Da veneto in Brianza credevo che le maniche fatte su fossero sinonimo di lavoro invece rappresentano tutti quelli seduti al tavolo per "mangiare"

Sempre sul pezzo, come quando eri in gruppo! Ciao

Le dichiarazioni dei vertici federali ci dicono tutto ed il contrario di tutto ......... il Comitato Regionale Veneto che dovrebbe farsi carico anch'esso del problema tace !!! Siamo messi bene, guai a disturbare stiamo lavorando per il movimento !!!!!!

Che tristezza avere dei dirigenti incapaci di fare il loro mestiere con professionalità e competenza. Questo assunto lo denotano chiaramente i risultati ottenuti negli ultimi anni. Tant'è che ad oggi siamo ancora senza un velodromo decente dopo che il palasport di San Siro è crollato X neve fin dal lontano 1985😡

Quando fa comodo ai Veneti sono dei polentoni, ma non per questo tutti incapaci di capire il raggiro che ci stanno propinando. Non credo affatto all impossibilità di un Commissario per Treviso in quanto opera da realizzare a Spresiano di poca importanza. Non la vedo proprio così! il Presidente FCI alla sua intervista rilasciata a riguardo è stato molto chiaro ed esaustivo che a Treviso Non si fara' nulla ma il tutto crescerà in Emilia con le risorse già destinate da Roma e accordi presi sotto banco all italiana con il presidente di Regione. Il tutto già scritto e accordato. A noi le amare conseguenze di scelte sbagliate.

Silvio, se permetti era tutto scontato... Incapaci erano incapaci rimangono. Non esiste un progetto, non vi è una 1linea guida, si procede a braccio verso il nulla. Norma,si trova invischiata in questa cosa strana che si CHIAMA. FCI. Se non fosse per rispetto a coloro che amano il ciclismo ci sarebbe da applaudire gli elettori miopi che inerti aspettano gli eventi. Di male in peggio.

Ho letto da qualche parte che “qualcuna” auspicherebbe l’intervento dello Stato, ovvero la già tristemente collaudata soluzione “all’italiana”! … se così fosse i costi lieviterebbero a dismisura, triplicando!

Purtroppo l'ho sentito:incommentabile!!!

“Degenerazione della democrazia”, e… inesorabile agonia dell’orgoglio Veneto! 😞

Ci vuole coravggio e passione.

Cordiano Dagnoni ha ereditato questa vicenda dalla precedente presidenza. Una situazione molto complicata che credo e spero sia stata sottoposta ad indagine giudiziale visto che il 27 gennaio 2018 si annunciava la prossima costruzione del Velodromo attraverso la Costruzioni Pessina, che nel luglio dello stesso anno (per la precisione il 24 luglio) ha presentato al tribunale di Milano la richiesta di concordato in bianco. A fine agosto la stessa Procura ha accettato la richiesta. Mi sono spesso chiesto, come si è potuto assegnare la realizzazione ad un'azienda, seppur di fama internazionale, che dopo pochi mesi ha fatto la richiesta di concordato. A festeggiare (settembre 2018) la prima pietra c'erano proprio tutte le istituzioni, regionali, nazionali e federali. (Hanno dato il via ai lavori il presidente del Veneto Zaia, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giorgetti, il presidente del Coni Malagò, il presidente dela Fci Di Rocco, Il presidente del Cr Veneto Michieletto.) Vorrei capire con quale criterio si assegnò il bando a questa storica e prestigiosa azienda che purtroppo era finita in crisi. Il sogno di Remo Mosole e di tutti gli italiani del ciclismo è purtroppo fermo con le 4 frecce. Con questo non voglio giustificare la nuova presidenza, visto che aveva usato questa vicenda per la sua campagna elettorale, né puntare il dito sull'azienda costruttrice, ma sulle persone che gli hanno concesso l'appalto si. Un flop da 28,8 mln che ha coinvolto tutte le istituzioni e che adesso dovrebbero fare quadrato, ammettere i propri errori e individuare la giusta soluzione per dare al ciclismo veneto e nazionale questo velodromo. www.cicliste.eu/news/blog/372-a-un-passo-dalla-costruzione-di-sogno-chiamato-velodromo.html www.cicliste.eu/news/blog/687-posa-della-prima-pietra-del-velodromo-di-spresiano.html

Mi pare un po di astio sig. Silvio se il piu votato fosse stato MARTINELLO AVREBBERO FATTO PIACERE LE LAMENTELE TALVOLTA DESCRITTE? MA IMPEGNO COMUNE DIALOGARE È IMPORTANTE SOPRATUTTO NELLO SPORT. NON È COLPA DI NESSUNO SE I LAVORI SONO SOSPESI XPROBLEMI DEI COSTRUTTORI. CONSIGLIEREI AL PR. TE DI DIALOGARE VON MARTINELLO CHE AMA IL MONDO DEL CICLISMO..

Un Silvio Martinello quasi gambiniano

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Salvatore, stamani sui telefonini di tanti dirigenti di ciclismo, e non solo, che ti hanno conosciuto ed apprezzato, ha iniziato a girare la triste notizia della Tua scomparsa. Tutti eravamo a conoscenza dei problemi di salute che da anni Ti tormentavano, sapere di non poter più attingere dalla Tua saggezza rattrista tutti. Ho avuto il privilegio di averti al mio fianco nell’ultima contesa elettorale, ricordo il tuo entusiasmo quando ti proposi di candidarti alla vice presidenza; nessuno come Te, a mio avviso, avrebbe potuto rappresentare le istanze del Sud conoscendone potenziale e criticità come pochissimi altri. Come ebbi modo di dirti, proprio dal Sud qualcuno storceva il naso, considerandoti non più adatto al ruolo, io con diversi altri sostenitori avevamo invece la certezza che avresti potuto dare un gran contributo alla causa mettendo a disposizione le Tue non comuni conoscenze della “macchina amministrativa” e delle norme per riscrivere le regole statutarie, passaggio più che mai necessario, ed a questo punto anche urgente. Le cose non sono andate come speravamo e la Tua delusione era palpabile nonostante fossi consapevole delle tante difficoltà che incontravamo. Mi auguravo venissi comunque tenuto in considerazione dai “vincitori”, sarebbe stato il giusto premio per quanto hai dato al movimento ciclistico italiano, ma questa ultima soddisfazione ti è stata negata. Te ne vai lasciando un grande vuoto ma in eredità competenze e stile che aiuteranno tutti coloro che hanno avuto il privilegio di frequentarti ad essere migliori. 
Buon viaggio Salvatore

Salvatore, stamani sui telefonini di tanti dirigenti di ciclismo, e non solo, che ti hanno conosciuto ed apprezzato, ha iniziato a girare la triste notizia della Tua scomparsa. Tutti eravamo a conoscenza dei problemi di salute che da anni Ti tormentavano, sapere di non poter più attingere dalla Tua saggezza rattrista tutti. Ho avuto il privilegio di averti al mio fianco nell’ultima contesa elettorale, ricordo il tuo entusiasmo quando ti proposi di candidarti alla vice presidenza; nessuno come Te, a mio avviso, avrebbe potuto rappresentare le istanze del Sud conoscendone potenziale e criticità come pochissimi altri. Come ebbi modo di dirti, proprio dal Sud qualcuno storceva il naso, considerandoti non più adatto al ruolo, io con diversi altri sostenitori avevamo invece la certezza che avresti potuto dare un gran contributo alla causa mettendo a disposizione le Tue non comuni conoscenze della “macchina amministrativa” e delle norme per riscrivere le regole statutarie, passaggio più che mai necessario, ed a questo punto anche urgente. Le cose non sono andate come speravamo e la Tua delusione era palpabile nonostante fossi consapevole delle tante difficoltà che incontravamo. Mi auguravo venissi comunque tenuto in considerazione dai “vincitori”, sarebbe stato il giusto premio per quanto hai dato al movimento ciclistico italiano, ma questa ultima soddisfazione ti è stata negata. Te ne vai lasciando un grande vuoto ma in eredità competenze e stile che aiuteranno tutti coloro che hanno avuto il privilegio di frequentarti ad essere migliori.
Buon viaggio Salvatore
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Grazie caro Silvio per le belle parole, sono convinta che la pochezza e la cattiveria di certe persone soccombono di fronte alla verità dell'intelligenza e bontà d animo. Raffaella Meloni

Persona saggia e splendida, lascia un grande vuoto in noi.. condoglianze alla famiglia

Condoglianze R. I. P. 🙏🙏🙏

Condoglianze

Una notizia che mi rattrista molto. R.i.p. Salvatore ... 💐

Condoglianze alla Famiglia.

R.i.p e condoglianze alla famiglia 🙏

Ho avuto il privilegio di conoscerlo. RIP Salvatore

Condoglianze

Grazie a tutti

Condoglianze di cuore

Herzliches Beileid

Condoglianze alla famiglia 🙏

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Ho avuto l’opportunità di commentare per alcuni siti di settore le scelte dei nuovi quadri tecnici della FCI, le chiacchierate sono state lunghe ed articolate, lo spazio a disposizione è però spesso limitato pertanto sviluppo interamente i concetti in questo angolo personale. Gli approfondimenti fatti, e che farò, non toccano minimamente i nomi dei soggetti a cui è stata affidata la responsabilità di guidare le nazionali azzurre, ai quali approfitto per fare già in premessa un sincero augurio di buon lavoro. La mia analisi verte sulla evidente mancanza di un progetto che consentirebbe di capire meglio le scelte. Infatti i cambiamenti fanno leva sostanzialmente su alcune sostituzioni e sullo spostamento di qualcuno da un incarico all’altro, ma per fare cosa? Appare con chiarezza la mancanza di un obiettivo, se non quello di marcare il territorio”. Finora una gestione priva di concretezza ma ricchissima di slogan, la presentazione stessa dei nuovi tecnici non è scampata al consueto cliché e nessuno spiega ed argomenta quali obiettivi ci siano. Con le sue parole il presidente della FCI ha raccontato che ci sarà maggiore collaborazione tra i tecnici, maggiori sinergie, lavoro trasversale e meno protagonismo di alcuni che prevaricavano l’impegno di altri. Seguendo il suo ragionamento si arriva alla conclusione che fino ad oggi questa collaborazione non c’era, mancava sinergia tra i settori e qualcuno faceva il “fenomeno” oscurando il lavoro degli altri. Diciamo che non serve troppa fantasia per capire dalle sue frasi le reali ragioni, per esempio, dell’allontanamento di Davide Cassani. Conosco un solo metodo efficacie di lavoro: focalizzare gli obiettivi, stendere un progetto per perseguirli ed individuare profili idonei a cui assegnare la responsabilità di raggiungerli. Pertanto chiedo: che progetto ha la FCI per l’importante struttura delle squadre nazionali? Aiuta andare a rileggere il programma del presidente per capire che non aveva un’idea nemmeno sulla carta, il capitolo squadre nazionali infatti non viene nemmeno menzionato, si parla genericamente della Maglia Azzurra. Cito testualmente: “Maglia Azzurra che racchiude in sé valori importanti, merita e dovrà avere una maggiore valorizzazione. Un patrimonio di questo tipo merita l’attenzione di partner istituzionali e commerciali di livello assoluto”! Sinteticamente un vuoto totale! Come detto a me interessano i progetti e se da parte dei media addetti ai lavori non vengono chiesti chiarimenti, mi permetto di farlo io nella consapevolezza che non otterrò mai risposta ma nella speranza di poter sensibilizzare al ragionamento qualche mente obiettiva, sempre ne esistano ancora all’interno del nostro mondo. Partiamo dall’organigramma; ritengo si sia fatto un ampio passo indietro e mi spiego meglio; settore strada, crono e pista endurance che, come abbiamo ormai imparato a conoscere sono ormai cosa unica, ovvero molti atleti sono funzionali a tutti e tre i settori e da oggi lavoreranno con 2/3 tecnici diversi! Nella categoria junior maschile i corridori e le società lavoreranno con un tecnico per strada e pista ed uno per la crono, le donne junior con tre tecnici diversi, così gli under 23, le donne e gli uomini elite. Chi farà le scelte su come e dove impiegare quegli atleti utili e funzionali a tutti e tre i settori? Sarà l’influente team manager a dirimere le questioni e le esigenze diverse tra i tecnici? Faccio notare che nessuna federazione avanzata è strutturata in questo modo! Altro punto sempre rimanendo alla pista; il settore della velocità che fine ha fatto? Per curiosità mi sono riletto il programma del presidente, effettivamente non ne parlava, pertanto sul punto è rimasto coerente; il settore continua a non interessare all’attuale gestione come accaduto con quella precedente, ed a questo punto chiaro non interessi nemmeno al CONI! Altro tema; è stato nominato un soggetto che fungerà da “intermediario” tra i tecnici. Il quesito sorge spontaneo; i tecnici per parlarsi tra loro dovranno affidarsi all’intermediario? Sono solo alcuni dei temi che meriterebbero un chiarimento, spiegati ed argomentati, altrimenti si genera confusione. Invece si presenta il tutto facendo leva su luoghi comuni e concetti privi di contenuti, nessuno pone domande, compresi gli operatori dei tanti media specializzati attentissimi a non disturbare, di conseguenza nessuno si prende la briga di spiegare. Sugli altri settori non ho specifica competenza per commentare, ma anche lì non ho letto un solo progetto specifico nonostante l’impegno fosse quello di far fare il definitivo salto di qualità, per esempio, al settore del fuoristrada. A proposito del fuoristrada, mi raccontano che il presidente giustifica i malumori che provengono dal settore che lamenta la consueta ed ormai cronica mancanza di attenzione con un emblematico: “Non posso occuparmi di tutto”! Un modo come un altro per scaricare sui colleghi di consiglio la responsabilità. Il CF, questa soporifera entità NP (non pervenuta) ed assente ingiustificato. In questa totale mancanza di chiarezza infatti, di limpido emerge il letargo perenne in cui versa il CF; vice presidenti e consiglieri relegati a mero strumento di ratifica delle decisioni assunte dal presidente. Altro veloce quesito che mi incuriosisce e riguarda il settore paralimpico. Ha destato stupore l’allontanamento del “vecchio boss” Mario Valentini, sembra addirittura chiesto da influenti rappresentanti del CIP e da diverse anime del settore, atleti compresi. Però gli stessi “richiedenti” si domandano perché non sia stato scelto un soggetto proveniente dal mondo paralimpico per sostituirlo? Il sospetto è che ancora una volta si sia utilizzato il settore per “paracadutare” qualcuno a cui era necessario trovare una collocazione. Tuttavia è ora di voltare pagina, finalmente si è definita la squadra tecnica delle nazionali mettendo fine ai tormentoni estivi che hanno creato non poco imbarazzo, ed il movimento auspica un urgente e concreto lavoro sulle tante criticità che sono sul tavolo: la sofferenza della base, le difficoltà degli organizzatori, la necessità di un serio progetto di promozione su scala nazionale, impegnarsi e contribuire ad affrontare lo spinoso tema della sicurezza che continua ad essere di triste attualità, improntare dei calendari per la pista, regionali e nazionali, per non disperdere il patrimonio accumulato con i successi di Tokyo e Roubaix e tanto altro. Se il CF prendesse finalmente consapevolezza di queste urgenze sarebbe già un risultato, almeno imporrebbe loro il tentativo di pensare a delle strategie per contrastarle. A tutti i tecnici, nuovi e vecchi, ed ai loro collaboratori pertanto un sincero augurio di buon lavoro ed al movimento ciclistico italiano buona fortuna, ne ha un gran bisogno.
PS. Per chi avesse voglia di leggere e documentarsi, segnalo un link https://www.silviomartinello.it/wp-content/uploads/PROGETTO-TECNICO-GENERALE-FCI-06-08.pdf. Potrete scaricare e leggere il progetto che il sottoscritto presentò nel 2005 al CF di allora, (per la cronaca primo mandato di Renato di Rocco). L’intento è far comprendere cosa intendo quando parlo di Progetto, non casualmente con la P maiuscola, con buona pace dei “fanatici” da tastiera.   
📸 scaricata da account #FCI

Ho avuto l’opportunità di commentare per alcuni siti di settore le scelte dei nuovi quadri tecnici della FCI, le chiacchierate sono state lunghe ed articolate, lo spazio a disposizione è però spesso limitato pertanto sviluppo interamente i concetti in questo angolo personale. Gli approfondimenti fatti, e che farò, non toccano minimamente i nomi dei soggetti a cui è stata affidata la responsabilità di guidare le nazionali azzurre, ai quali approfitto per fare già in premessa un sincero augurio di buon lavoro. La mia analisi verte sulla evidente mancanza di un progetto che consentirebbe di capire meglio le scelte. Infatti i cambiamenti fanno leva sostanzialmente su alcune sostituzioni e sullo spostamento di qualcuno da un incarico all’altro, ma per fare cosa? Appare con chiarezza la mancanza di un obiettivo, se non quello di "marcare il territorio”. Finora una gestione priva di concretezza ma ricchissima di slogan, la presentazione stessa dei nuovi tecnici non è scampata al consueto cliché e nessuno spiega ed argomenta quali obiettivi ci siano. Con le sue parole il presidente della FCI ha raccontato che ci sarà maggiore collaborazione tra i tecnici, maggiori sinergie, lavoro trasversale e meno protagonismo di alcuni che prevaricavano l’impegno di altri. Seguendo il suo ragionamento si arriva alla conclusione che fino ad oggi questa collaborazione non c’era, mancava sinergia tra i settori e qualcuno faceva il “fenomeno” oscurando il lavoro degli altri. Diciamo che non serve troppa fantasia per capire dalle sue frasi le reali ragioni, per esempio, dell’allontanamento di Davide Cassani. Conosco un solo metodo efficacie di lavoro: focalizzare gli obiettivi, stendere un progetto per perseguirli ed individuare profili idonei a cui assegnare la responsabilità di raggiungerli. Pertanto chiedo: che progetto ha la FCI per l’importante struttura delle squadre nazionali? Aiuta andare a rileggere il programma del presidente per capire che non aveva un’idea nemmeno sulla carta, il capitolo squadre nazionali infatti non viene nemmeno menzionato, si parla genericamente della Maglia Azzurra. Cito testualmente: “Maglia Azzurra che racchiude in sé valori importanti, merita e dovrà avere una maggiore valorizzazione. Un patrimonio di questo tipo merita l’attenzione di partner istituzionali e commerciali di livello assoluto”! Sinteticamente un vuoto totale! Come detto a me interessano i progetti e se da parte dei media addetti ai lavori non vengono chiesti chiarimenti, mi permetto di farlo io nella consapevolezza che non otterrò mai risposta ma nella speranza di poter sensibilizzare al ragionamento qualche mente obiettiva, sempre ne esistano ancora all’interno del nostro mondo. Partiamo dall’organigramma; ritengo si sia fatto un ampio passo indietro e mi spiego meglio; settore strada, crono e pista endurance che, come abbiamo ormai imparato a conoscere sono ormai cosa unica, ovvero molti atleti sono funzionali a tutti e tre i settori e da oggi lavoreranno con 2/3 tecnici diversi! Nella categoria junior maschile i corridori e le società lavoreranno con un tecnico per strada e pista ed uno per la crono, le donne junior con tre tecnici diversi, così gli under 23, le donne e gli uomini elite. Chi farà le scelte su come e dove impiegare quegli atleti utili e funzionali a tutti e tre i settori? Sarà l’influente team manager a dirimere le questioni e le esigenze diverse tra i tecnici? Faccio notare che nessuna federazione avanzata è strutturata in questo modo! Altro punto sempre rimanendo alla pista; il settore della velocità che fine ha fatto? Per curiosità mi sono riletto il programma del presidente, effettivamente non ne parlava, pertanto sul punto è rimasto coerente; il settore continua a non interessare all’attuale gestione come accaduto con quella precedente, ed a questo punto chiaro non interessi nemmeno al CONI! Altro tema; è stato nominato un soggetto che fungerà da “intermediario” tra i tecnici. Il quesito sorge spontaneo; i tecnici per parlarsi tra loro dovranno affidarsi all’intermediario? Sono solo alcuni dei temi che meriterebbero un chiarimento, spiegati ed argomentati, altrimenti si genera confusione. Invece si presenta il tutto facendo leva su luoghi comuni e concetti privi di contenuti, nessuno pone domande, compresi gli operatori dei tanti media specializzati attentissimi a non disturbare, di conseguenza nessuno si prende la briga di spiegare. Sugli altri settori non ho specifica competenza per commentare, ma anche lì non ho letto un solo progetto specifico nonostante l’impegno fosse quello di far fare il definitivo salto di qualità, per esempio, al settore del fuoristrada. A proposito del fuoristrada, mi raccontano che il presidente giustifica i malumori che provengono dal settore che lamenta la consueta ed ormai cronica mancanza di attenzione con un emblematico: “Non posso occuparmi di tutto”! Un modo come un altro per scaricare sui colleghi di consiglio la responsabilità. Il CF, questa soporifera entità NP (non pervenuta) ed assente ingiustificato. In questa totale mancanza di chiarezza infatti, di limpido emerge il letargo perenne in cui versa il CF; vice presidenti e consiglieri relegati a mero strumento di ratifica delle decisioni assunte dal presidente. Altro veloce quesito che mi incuriosisce e riguarda il settore paralimpico. Ha destato stupore l’allontanamento del “vecchio boss” Mario Valentini, sembra addirittura chiesto da influenti rappresentanti del CIP e da diverse anime del settore, atleti compresi. Però gli stessi “richiedenti” si domandano perché non sia stato scelto un soggetto proveniente dal mondo paralimpico per sostituirlo? Il sospetto è che ancora una volta si sia utilizzato il settore per “paracadutare” qualcuno a cui era necessario trovare una collocazione. Tuttavia è ora di voltare pagina, finalmente si è definita la squadra tecnica delle nazionali mettendo fine ai tormentoni estivi che hanno creato non poco imbarazzo, ed il movimento auspica un urgente e concreto lavoro sulle tante criticità che sono sul tavolo: la sofferenza della base, le difficoltà degli organizzatori, la necessità di un serio progetto di promozione su scala nazionale, impegnarsi e contribuire ad affrontare lo spinoso tema della sicurezza che continua ad essere di triste attualità, improntare dei calendari per la pista, regionali e nazionali, per non disperdere il patrimonio accumulato con i successi di Tokyo e Roubaix e tanto altro. Se il CF prendesse finalmente consapevolezza di queste urgenze sarebbe già un risultato, almeno imporrebbe loro il tentativo di pensare a delle strategie per contrastarle. A tutti i tecnici, nuovi e vecchi, ed ai loro collaboratori pertanto un sincero augurio di buon lavoro ed al movimento ciclistico italiano buona fortuna, ne ha un gran bisogno.
PS. Per chi avesse voglia di leggere e documentarsi, segnalo un link www.silviomartinello.it/wp-content/uploads/PROGETTO-TECNICO-GENERALE-FCI-06-08.pdf. Potrete scaricare e leggere il progetto che il sottoscritto presentò nel 2005 al CF di allora, (per la cronaca primo mandato di Renato di Rocco). L’intento è far comprendere cosa intendo quando parlo di Progetto, non casualmente con la P maiuscola, con buona pace dei “fanatici” da tastiera.
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Caro Silvio, condivido il tuo pensiero. Aggiungo solo, come ciliegina sulla torta, che donne (eccezione fatta per Rossella Callovi a cui va il.mio affettuoso augurio di buon lavoro) ed ex atleti anche se titolati/e, restano un bene di cui la FCI non intende fare tesoro!

Come sempre ineccepibile … peccato che per i soliti giochi di palazzo tu non possa essere nel ruolo che ti compete

Già la foto è agghiacciante, per posizioni e dimensioni (il braccio photoshoppato con il pollice in su, poi, è vera poesia...decadente)

Io sono da tanto nel ciclismo giovanile. Credo che a livello FCI ci siano dei personaggi sia a livello regionale (io parlo per Emilia Romagna) che nazionale sarebbe ora che sparissero per il bene del ciclismo, il generale e maggior ragione regionale. Credo che persone come Martinelli farebbero un gran bene. Saluti Gabriele

Penso positivo da parte di Silvio Martinello le proposizioni che talvolta possono sembrare un velo di critiche.. Ma io ho fiducia che al bisogno.. Il presidente C. Dagnoni contatterò in un modo o nell'altro le persone che conosciute amanti del ciclismo saranno ascoltate x suggerimenti.. Notizie e tutto quello vne può servire x una prima stagione fruttifera di risultati. Confido in collaborazione ottima in bocca al lupo.

Ho letto il Progetto presentato da Silvio Martinello nel 2005 forse sarebbe il caso che il nuovo COMITATO NAZIONALE prendessero visione e suggerimenti da quel testo che darebbe visione di una struttura molto piu funzionale nei vari settori.

Innanzitutto complimenti Silvio x l’analisi in merito. Io sinceramente nn vedo grossi cambiamenti, sempre le stesse persone che si sono scambiate le casacche e i nuovi CT sono stati suggeriti da chi ci fanno credere sia andato via.....in ogni caso auguro anch’io buon proseguimento.

SUCCEDE POCHE VOLTE CHE EX ATLETI DIVENTINO PRESIDENTI DI FEERAZIONE SE SI ESCLUDE QUEST'ANNO L'ECCEZIONE DI STEFANO MEI NELL"ATLETICA LEGGERA POICHE ESSI DIFFICILMENTE HANNO LA MENTALITA' POLITICA!!

Analisi della situazione ineccepibile , superlativa , grazie Silvio Martinello per la competenza è chiarezza delle cose dette in maniera semplice dove ognuno può valutare !!

Silvio io avrei preferito che nella foto ci fossi tu in cima, ma sono sicuro che ci riproverai e prima o poi capiranno che ci vuole un uomo (o donna) del ciclismo per poter governare il ciclismo italiano. Tu intanto non mollare mai. Daje! 😉

Grazie mille Silvio, per far capire qualcosa anche a chi non è del settore e che non può commentare in merito, sapendone ben poco. Per questo mi limito solo a dire che la foto è davvero "peinlich", imbarazzante, ma credimi se ti dico che in tedesco ha un significato decisamente più forte che in italiano.

Carissimo Silvio Martinello programmi , progetti di sviluppo per intero movimento ancora niente , tante nomine, persone sicuramente meritevoli ma un miscuglio di incarichi, a me sembra una babele, a questo punto si può fare poco solo preoccparsi per il futuro del nostro ciclismo. Condivido quello che con competenza e passione hai analizzato e scritto, temo che abbiamo persa un'altra occasione per avere una FCI capace di cambiare e migliorare il futuro del nostro ciclismo. Buon lavoro Silvio. Ciao

Come al solito, ineccepibile analisi. Speriamo che i risultati, positivi o negativi che siano, non tardino ad arrivare perche sembra che stiano già sprecando un po troppo fiato ed un po poco I muscoli

👏🏻👏🏻👏🏻 Bravo Silvio la mala politica porterà il ciclismo Italiano a spegnersi sempre di più.

Perfettamente in linea con il tuo pensiero. Abbiamo l'ennesimo burocrate a capo della federazione. Manca il progetto di sviluppo per l'intero movimento o quanto meno esso non è chiaro. Complimenti a te Silvio Martinello . 🔝

Grande staff

IL CONI DA POCHI SOLDI ALLA FCI CHE POTREBBE COSTRUIRE CON L'AIUTO DEL GOVERNO IL NUOVO VELODROMO MA LA MAGGIOR PARTE DEI FONDI IL CONI LI DA AL CALCIO MA NEI CAMPIONATI DI SERIE A E B LE SQUADRE DI SERIE A E B SI AUTOFINANZIANO CON I DIRITTI TELEVISIVI DELLE STAZIONI CHE TRASMETTONO IN CRIPTATO MENTRE BASTEREBBE CHE FINANZIASSE LA SERIE C E LA LEGA DILETTANTI! INOLTRE DIVERSI VELODROMI ALL'APERTO COME FU QUI' A MANTOVA CHE QUANDO ARRIVO IN SERIE B INTORNO AL 2005 INVECE DI INNALZARE LE GRADINATE EBBERO LA PESSIMA IDEA DI CREARE DELLE GRADINATE IN METALLO SULLE CURVE DEL VELODROMO RENDENDOLO TUTTORA INUTILIZZABILE!! INOLTRE NON CREDO CHE LA FEDERAZ. ABBIA I FONDI PER RIPARARE TUTTI I VELODROMI ALL'APERTO IN ITALIA A MENO CHE NON ABBIA IL SOSTEGNO DEL GOVERNO E DELLE REGIONI! INOLTRE MI SEMBRA CHE I RAGAZZI CHE INIZIANO A PRATICARE CICLISMO OLTRE ALLA STRADA COMINCINO DALLA MOUNTAIN BIKE O DAL CICLOCROSS!!

“Sarà il prof. Renato Balduzzi, ministro della salute 2011-2013 e ordinario di Diritto costituzionale nell’Università Cattolica a concludere la giornata di sabato 5 ottobre a Molino dei Torti, con la conferenza stampa … prenderanno parte: il presidente della Provincia di Alessandria Gianfranco Baldi, il Sindaco di Molino dei Torti Anna Fantato, il Comandante Provinciale dei NAS, T.Col. Biagio Fabrizio Carillo, il vice Presidente della Federazione ciclistica provinciale Giovanni Ferrari Cuniolo e il Presidente Provinciale della Federazione Medico Sportiva Ettore Bacchini. Conclusioni del Prof. Renato Balduzzi”. Ebbene “una delle corse storiche più importanti della Bassa Valle Scrivia” che parte, transita ed arriva davanti al Municipio, proprio sotto il balcone del Sindaco, che si svolge alla presenza di cotante Autorità, viene organizzata dal GS Bassa Valle Scrivia (i due Vice presidenti sono anche il Sindaco ed il Vice sindaco di due distinti Comuni dell’Alessandrino) senza la documentazione relativa alla sicurezza obbligatoriamente prevista per l’approvazione, con una transennatura gravemente irregolare (50 metri scarsi prima della linea di arrivo, installata con la supervisione di un socio del GS Bassa Valle Scrivia che è anche il Sindaco di un altro Comune dell’Alessandrino) e su di un rettilineo di arrivo giudicato estremamente pericoloso, in totale spregio di norme, regolamenti, buone e corrette prassi organizzative. Ciò nonostante, oltre alle altre innumerevoli evidenze, non ci sarebbero elementi sufficienti neppure per celebrare un Processo al fine di accertare, all’esito di un dibattimento, nel contraddittorio ed in condizioni di parità, la Verità ed ottenere almeno Giustizia per la morte di mio Figlio Giovanni, avvenuta a 144 metri dalla linea di arrivo. Ma si deve invece archiviare questo “caso” estremamente imbarazzante, senza approfondire questa tremenda vicenda, disumana ed agghiacciante, dai risvolti oscuri ed inquietanti, questa vera e propria vergogna nazionale. #ciclismo #ciclismoitaliano #cycling #verità #giustizia #sicurezza #archiviazione #processo #procuradellarepubblica #alessandria #carabinieri #vitespezzate @giustizia_per_giovanni

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